Gli urli

Ha urlato tra i viventi, ma non ho avuto nessuna risposta, né approvazione né opposizione (...), come se fosse rimasto in un deserto sconfinato.     ———Lu Xun

Anche io ho fatto molti sogni, ma la differenza è che molti di questi sogni rimangono invischiati in ogni
sorta di pensieri. Eppure, ad affliggermi non sono solamente i sogni.
Sin dal mio arrivo a Roma, nel 2012, ho sentito di vivere in mezzo a delle costrizioni. Nella vita, del resto, non vi è nulla di definitivo: continuiamo a procedere indifesi o a retrocedere. E sia così, allora! Queste sofferenze prive di una ragione, inoltre, ci colpiscono senza interruzione, lasciandoci in preda a preoccupazioni che ci mettono a dura prova. Proprio come fogli di carta che si dispiegano uno strato sopra l’altro, con il loro richiamo a trascrivervi le nostre domande per poi cercare delle risposte, eppure alla fine non è ciò che desideriamo.
Le persone vivono nel mondo, si rimettono ai dogmi sociali dello stesso, amplificando disinteresse e ipocrisia, presunzione e ignoranza, bontà e cattiveria, vivere e morire, tutti aspetti che sembrano essere le due facce di una medaglia.
Per questo, bramo di urlare. L’urlo è come un coltello affilato che taglia, separandole, le due facce della maschera del nemico. Emette un ruggito di cui ogni persona percepisce l’eco, è il linguaggio universale del mondo.
È gioia, lamento, rabbia, una sofferenza inesprimibile a parole, è un’esplosione, una dichiarazione, un’opposizione e una dichiarazione di guerra.
Diecimila fogli di carta bianca, l’uno sull’altro, sostituiscono allo spazio esterno il nostro spazio interiore: è la mia risposta. (A questo mondo e a me stesso).
Spero che le mie urla possano in qualche modo suscitare una certa reazione nei viventi, così che non sembrerà di trovarsi in una terra desolata e sconfinata, a urlare tra gli sconosciuti, perché essi sono persone vive.
La Sapienza grida per le strade, nelle piazze fa udire la voce; dall'alto delle mura essa chiama, pronunzia i suoi detti alle porte della città.   ————-Proverbi 1,20-21

​Wang Yongxu    25.09.2017


urlo s. m. [der. di urlare] (pl. gli urli, degli animali o anche dell’uomo, se isolati o comunque non considerati nel loro complesso; le urla, solo dell’uomo).